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Home  |  Il Vesuvio nei dipinti di Fabris

In questa sezione vengono riportati alcuni appunti di Sir William Hamilton, ambasciatore britannico, e i relativi dipinti che Sir Hamilton commissionò all' artista italiano Pietro Fabris.

Un Vesuvio molto simile a quello che appare oggi: sulla destra lo stratovolcano centrale e a sinistra le pareti della caldera (Monte Somma) che circonda il cono centrale. Prima dell'eruzione del 79 DC, il Monte Somma faceva parte del fianco o di un vulcano più alto. Durante l'eruzione del 79 DC, questo vulcano collassò. Durante eruzioni posteriori, si costruì il cono centrale fino all'altezza attuale, un poco più alto del Somma.
 

Dicchi nelle pareti interne della Caldera del Somma. La lava dei dicchi è più resistente all'erosione del materiale incoerente circostante. Perciò essi sporgono dall'edificio vulcanico. Le persone in basso a sinistra sostano su lava pahoehoe a corde che fu eruttata nel Gennaio 1778.
 

Il cono di scorie, che fu costruito da eruzioni stromboliane dentro il cratere principale, proietta alcune bombe. Gli osservatori avvicinano il cono dal lato sopravento per evitare la pioggia di bombe e cenere. Essi si ergono su un flusso di lava solidificato, che ha circondato il cono centrale (prima della grande eruzione del 1767).

Serie di immagini che mostrano la crescita del cono di scorie come il risultato di eruzioni stromboliane. Le date corrispondenti sono: 1.) 8.7.1767 - 2.) 25.7.1767 - 3.) 6.8.1767 - 4.) 17.8.1767 - 5.) 3.9.1767 - 6.) 18.10.1767 che è solo un giorno prima di una eruzione parossistica! In piena eccitazione Hamilton scrisse: «Ho visto crescere questa piccola montagna... Ora non ho dubbi che l'intero Vesuvio si formò in questo stesso modo».

La sera del 8 Agosto 1779 il Vesuvio, durante una eruzione pliniana, emette una colossale fontana di lava che raggiunge i 4000m di altezza sopra il cratere. La nuvola eruttiva carica di cenere scarica fulmini e quantità enormi di tephra anche fuori le pareti del Somma (a sinistra).

La mattina del 9 Agosto 1779 la eruzione pliniana continua. La colonna eruttiva è per lo più bianca, il che indica che la quantità di tephra eruttata è diminuita. Ma ancora molte bombe vengono proiettate ed esse sono visibili a grande distanza. Dopo il loro volo parabolico, esse si schiantano nella Valle dell'Inferno (fra il cratere centrale e il Monte Somma).

Pietro Fabris qui ci mostra drammaticamente una eruzione effusiva che rilascia per lo più lava fluida che scende come un flusso di lava e che ricopre una fattoria (20 Ottobre 1767). Il Monte Somma impedisce danni ulteriori a Nord. Nonostante il rischio sempre presente, il popolo della zona ha continuato a coltivare le pendici del Vesuvio.

Un tipico flusso di lava pahoehoe mostra strane strutture superficiali: la superficie a lastroni è causata dalla compressione di una crosta già solidificata sopra un flusso di lava ancora in movimento. A sinistra dicchi nella parete interna del Monte Somma. Attualmente l'emissione di vapore è la sola attività nel cratere principale. In quei giorni le signore erano trasportate in cima alla montagna in portantina.

Un flusso di lava aa (riconoscibile dalla struttura superficiale a blocchi) attraversa la postazione degli osservatori e raggiunge il mare a Resina l'11 Maggio 1771. Nota il ripido fronte lavico che avanza lentamente. Pietro Fabris è uno degli spettatori (in basso a sinistra) come William Hamilton, che spiega i fenomeni vulcanici agli astanti.

Durante un'eruzione laterale, un flusso di lava è eruttato da un cono di scorie sul fianco del Vesuvio (1760). L'attività nel cratere principale è bassa. Le eruzioni laterali danneggiano gravemente le coltivazioni e gli edifici ma di solito lasciano molto tempo alle popolazioni per mettersi in salvo.
 

A Pompei gli scavi archeologici erano già cominciati al tempo di Hamilton! Pompei fu ricoperta da molti metri di cenere nel 79 DC durante un'eruzione pliniana gigantesca del Vesuvio. La città fu totalmente distrutta e circa 2000 persone rimasero uccise. Gli scavatori mostrati nel dipinto sono meno interessarti in ricerche scientifiche di quanto non siano attratti dai tesori che speravano di rivendere.

 

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