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"Io
e un altro non riusciamo a riposare per
molto e ci avviamo carponi, scortati dal
capo guida. Vogliamo giungere all'orlo
del vasto pozzo fiammeggiante e cercarvi
di spiarvi un momento. Gli uomini
gridano intanto ad una voce avvertendoci
che si tratta di impresa arrischiata e
invitandoci a desistere e a tornar sui
nostri passi. In tal spaventano e
sconvolgono gli altri. Un po' per il
loro chiasso e per le vibrazioni della
sottile crosta che pare minacci di
aprirsi sotto i piedi e farci cadere nel
sottostante golfo rovente(il vero
pericolo, se un pericolo c'è), un po'
per le esplosioni che ci avvampano il
volto, pei lapilli incandescenti che ci
piovono addosso, e un po' per il fumo e
i solforamenti che ci soffocano, abbiamo
bene di che sentirci storditi,
stralunati, ubriachi. Pure, riusciamo a
salire fino all'estremo lembo e a gettar
un rapido sguardo nell'inferno del fuoco
bollente. Poi, ci rotoliamo giù tutti e
tre, anneriti, abbruciacchiati,
ustionati, accaldati. Ciascuno ha i
vestiti che bruciano in cinque o sei
parti." |