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Home  |  Frammenti letterari  |  Plinio il giovane

"La nube si levava, non sapevamo con certezza da quale monte, poiché guardavamo da lontano. Solo più tardi si ebbe la cognizione che il monte era il Vesuvio. La sua forma era simile ad un pino più che a qualunque altro albero. Come da un tronco enorme la nube svettò nel cielo alto, e si dilatava e quasi metteva rami. Credo, perché prima un vigoroso soffio d'aria, intanto, la spinse in su, poi, sminuito, l'abbandonò a se stessa o, anche perché il suo peso la vinse, la nube si estenuava in un ampio ombrello. Già sulle navi la cenere cadeva, più calda e più fitta man mano che si avvicinavano; già cadevano pezzi di pomice e pietre annerite e arse e spezzate dal fuoco, già, inatteso, un basso fondo impedisce lo sbarco. Ebbe un momento d'esitazione se dovesse tornare indietro, e il pilota così lo consigliava, ma egli subito disse: "La fortuna aiuta i forti".

 
 

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